TFR 2026: come la Legge di Bilancio cambia la previdenza complementare (silenzio-assenso)
Dal 2026, il TFR cambia. Con l’introduzione dell’adesione automatica ai fondi pensione, l’allocazione del TFR nei fondi è più rilevante che mai. Il "Life Cycle" sarà al centro della nuova strategia dei fondi pensione, per bilanciare il rischio e ottimizzare i rendimenti dei giovani che entreranno.
Cos’è il TFR e come funziona oggi
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma che il datore di lavoro accantona per ogni dipendente, destinata a essere liquidata al termine del rapporto di lavoro. Può essere gestito in due modi principali:
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Rimanendo in azienda fino al termine del contratto;
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Viene trasferito ai fondi pensione, nel caso in cui il lavoratore decida di indirizzarlo verso la previdenza complementare.
Nel secondo caso quindi il TFR e la previdenza complementare si integrano quindi per costituire un risparmio che cresce nel tempo e contribuisce al reddito futuro del lavoratore, integrando la pensione pubblica.
-> Il TFR NON è un bonus di fine rapporto, né una elargizione dell'impresa. È un accantonamento che viene costruito da una detrazione dallo stipendio del lavoratore, ogni mese.
Le Novità del TFR con la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce modifiche significative nella gestione del TFR, in particolare:
Il nuovo silenzio-assenso dal 1° luglio 2026
Dal 1° luglio 2026 cambia in modo sostanziale il meccanismo di adesione alla previdenza complementare per i lavoratori neoassunti del settore privato.
La logica viene ribaltata:
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l’adesione al fondo pensione avviene in modo automatico
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il lavoratore ha 60 giorni per rinunciare
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in assenza di rinuncia, il TFR maturando confluisce nel fondo
Non si tratta di una semplice estensione del meccanismo introdotto nel 2007. Qui l’adesione è la regola, non l’eccezione.
Se non esistono accordi aziendali o un fondo indicato dal contratto collettivo, il TFR viene indirizzato verso una forma pensionistica collettiva di riferimento, secondo quanto previsto dalla normativa.
Non solo TFR: entra anche la contribuzione
Con l’adesione automatica al fondo pensione non confluisce solo il TFR.
Se previsto dal contratto collettivo:
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entra anche il contributo del datore di lavoro
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entra l’eventuale contributo del lavoratore
Questo significa che nel fondo pensione si concentra una massa contributiva più ampia.
Innalzamento della deduzione fiscale
Nel 2026, aumenta la deducibilità fiscale per i versamenti ai fondi pensione, portando il limite da 5.164,57 euro a 5.300 euro.
Questo incentivo fiscale è importante perché rende più vantaggiosa la destinazione del TFR ai fondi pensione, permettendo un vantaggio sia sul piano della pianificazione fiscale che su quello della costruzione di una pensione complementare.
Maggiore flessibilità nelle Prestazioni
Un altro aspetto importante riguarda la possibilità di erogare fino al 60% del montante in capitale.
Questo permette ai lavoratori di liquidare una parte significativa del proprio fondo pensione prima del pensionamento, se necessario, aumentando la flessibilità nella gestione delle risorse.
Viene esteso l'obbligo di Versamento al Fondo Tesoreria INPS
La Legge di Bilancio 2026 modifica la disciplina del TFR per i datori di lavoro del settore privato, legando l’obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS non più a soglie storiche, ma alla crescita reale dell’azienda.
Le novità principali sono:
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Dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro con almeno 60 dipendenti (media annuale) devono versare il TFR al Fondo Tesoreria INPS per i dipendenti che non lo hanno destinato alla previdenza complementare.
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Dal 1° gennaio 2028 al 31/12/2031, la soglia scende a 50 dipendenti.
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Dal 1° gennaio 2032 in poi, la soglia sarà 40 dipendenti.
Il "Life Cycle", il suo ruolo nei Fondi Pensione e perché se ne parla
Il Life Cycle è una strategia di investimento che adatta automaticamente il portafoglio in base all’età del lavoratore e alla distanza dalla pensione.
I fondi pensione che offrono questo tipo di strategia riducono gradualmente il rischio man mano che il lavoratore si avvicina alla pensione, passando da investimenti azionari più rischiosi a strumenti obbligazionari più sicuri.
Come il Life Cycle si Collega alla nuova normativa sul TFR
Con il nuovo regime del silenzio-assenso, il TFR confluirà automaticamente nei fondi pensione, spingendo così una maggior parte dei lavoratori (molto giovani) a destinare il proprio TFR alla previdenza complementare.
La Legge di Bilancio 2026 impone esplicitamente che i fondi pensione iscrivano queste nuove risorse non nel comparto più "garantito e prudenziale" ma in percorsi di investimento differenziati per il profilo di rischio, in base soprattutto all'orizzonte temporale dell'investimento e dell'età del lavoratore. Il riferimento è proprio alla strategia di investimento del Life Cycle.
Il Life Cycle diventa cruciale per gestire l’investimento in modo che:
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Da giovane, il fondo pensione investirà in strumenti a più alto rischio (ad esempio azioni, fondi azionari);
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Man mano che il lavoratore si avvicina alla pensione, il fondo ridurrà il rischio con strumenti più sicuri (ad esempio obbligazioni, titoli di stato).
L’adozione di questa strategia in parallelo con la nuova normativa sul TFR permette una gestione più ottimale e consapevole del risparmio previdenziale nel lungo periodo.
Impatti pratici per lavoratori e HR
Per i lavoratori il 2026 segna un passaggio da un TFR “passivo” a un TFR inserito in una strategia previdenziale. Comprendere come funziona il fondo e quale profilo di investimento viene applicato diventa essenziale.
Per le funzioni HR aumenta la responsabilità informativa. Il silenzio-assenso riduce l’inerzia, ma non elimina il bisogno di consapevolezza. Spiegare cosa succede al TFR e come viene investito è parte integrante del benessere finanziario.
Conclusione
La Legge di Bilancio 2026 non cambia solo alcune regole tecniche. Cambia il ruolo del TFR nel percorso previdenziale dei lavoratori.
Con più adesioni automatiche, più contributi concentrati nei fondi e scelte irreversibili, il modo in cui il TFR viene investito conta più di prima.